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martedì 18 maggio 2010

PM10 & c


Particelle sottili: la Commissione europea invia all'Italia un ultimo avvertimento sull'inquinamento dell'aria

La Commissione europea procede contro l’Italia per la mancata osservanza delle norme UE relative ad un pericoloso inquinante atmosferico, il particolato fine o PM10. Queste particelle, contenute principalmente nelle emissioni dell’industria, del traffico e degli impianti di riscaldamento domestico, possono causare asma, problemi cardiovascolari, tumore ai polmoni e morte prematura. Un secondo e ultimo avvertimento scritto è stato inviato all’Italia per il superamento dei valori limite in numerose zone o agglomerati del Paese.
Il commissario UE per l’ambiente Janez Potočnik ha così commentato: “L’inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno più di 350 000 morti premature in Europa. In Italia sono ancora troppi i luoghi dove, per ogni 10 000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa del particolato. Gli Stati membri devono continuare a prendere sul serio le norme europee di qualità dell’aria e adottare i provvedimenti necessari per ridurre le emissioni.”

Procedura di infrazione relativa al PM10

L’azione della Commissione fa seguito all’entrata in vigore, nel giugno 2008, della nuova direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa. La direttiva autorizza gli Stati membri a chiedere, nel rispetto di certe condizioni e per determinate parti del loro territorio, una proroga di durata limitata del termine entro cui adeguarsi alle norme in materia di PM10 entrate in vigore nel 2005.
All’inizio del 2009 sono state inviate le prime lettere di avvertimento agli Stati membri che non avevano ancora notificato richieste di proroga o che non l’avevano fatto per tutte le zone in cui risultavano superati i valori limite di PM10.
In seguito a queste lettere di avvertimento, la maggior parte degli Stati membri interessati ha inviato richieste di proroga. L’Italia ha presentato due notifiche riguardanti circa 80 zone situate in 17 regioni e province autonome. La Commissione ha tuttavia respinto gran parte delle richieste in quanto le zone non soddisfacevano tutte le condizioni previste dalla direttiva. Nella maggioranza dei casi l’Italia non era in grado di dimostrare che le misure adottate avrebbero garantito il rispetto dei valori limite entro il termine della proroga.
Poiché l’Italia non ha trasmesso nuove notifiche, la Commissione ha deciso di inviare l’ultimo avvertimento scritto. Se l’Italia non adotterà i provvedimenti necessari per conformarsi alla normativa, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia dell’UE.
La Commissione continua ad adottare decisioni in merito alle notifiche di proroga inviate dagli Stati membri. La Commissione potrà eventualmente procedere alle fasi successive della procedura di infrazione nei confronti di altri Stati membri.

Valori limite

Come previsto dalla direttiva 1999/30/CE concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo, i valori limite per il PM10 impongono una concentrazione annuale di 40 microgrammi (μg)/m3 e una concentrazione giornaliera di 50 μg/m3, che non può essere superata più di 35 volte per anno civile.

Proroghe

Le proroghe interessano solo le zone per le quali è comprovato che, malgrado gli sforzi compiuti nel 2005 per rispettare la normativa UE, i valori limite sono stati superati a causa di circostanze esterne particolari. Gli Stati membri devono inoltre dimostrare che si conformeranno alle norme entro la nuova scadenza, fissata per giugno 2011, predisponendo un piano per la qualità dell’aria.

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